18.4.13
12.4.13
Fuori la merda dall'Internet
Vorrei masturbarmi fino a che non mi viene
l’uccello abbastanza duro da poterci infilare cocci di bottiglia tutto attorno
e venire mentre sanguino.
Ora che ho la vostra attenzione vorrei parlarvi di
un argomento che mi sta a cuore: una proposta di legge per impedire alle
persone mentalmente inferiori di me di vagare per l’Internet e lasciare le
sgradevoli tracce del loro passaggio.
Sul serio, è ora di smetterla, sembra di
camminare su un immenso marciapiede costellato di merde di cane.
Se devo perdere preziose ore della mia vita su
Internet perlomeno non voglio imbattermi in commenti idioti di ragazzini/e che
ascoltano Fedez che fa brutto o imparano a truccarsi con i tutorial di Youtube
in cui parrucchiere fallite propongono l’ultimo innovativo make-up ispirato
all’anoressica di Twilight.
Infilare le dita nell’ano della vostra ragazza e
tirarle fuori coperte di merda per poi passargliele sotto il naso disegnando
una striscia marrone a mo’ di baffi è una riconosciuta pratica sessuale
chiamata Dirty Sanchez.
Se continuate a distrarvi devo pur richiamarvi,
no?
Stavamo parlando della regolamentazione
dell’Internet. Ora, Internet è un posto interessantissimo in cui ognuno di noi
è libero di fare ciò che vuole.
Potete caricare le foto della vacanza a Sharm e di ogni singolo cammello con cui avete avuto
l’onore di posare, potete aprire un forum dedicato ai manga erotici giapponesi
i cui unici contenuti siano immagini scannerizzate di Bulma che fa un pompino a
Goku trasformato in Super Sayan di quarto livello mentre Vegeta eiacula su una
versione gay di Gohan vestito da donna e link per scaricare film di merda a 20
kb/s da un sito polacco che richiede quindici registrazioni e altrettanti
captcha; in poche parole non c’è limite alle possibilità che ci offre il web, e
ognuno di voi lo sa bene e continua gioiosamente a riversarvi la propria straripante
personalità, spargendo a piene mani manciate di foto, commenti, mi piace, soldi
per comprare trattori virtuali.
Con questo voglio dire che Internet è una
discarica a cielo aperto e che ogni stronzo può saltare la recinzione e gettare
preservativi usati e confezioni vuote di patatine dove cazzo gli pare. Inoltre
ci portate il cane a cagare, vi ho visti, voi e quei vostri cani del cazzo che
cagano roba verde che puzza come viscere di marocchino morto.
E io abito vicino alla discarica e sono costretto
a sorbirmi la vostra puzza e le vostre cartacce virtuali. Smettetela.
Una volta un mio amico mi ha confessato di essere
gay, io ho detto a tutti che era frocio e lui per la vergogna si è impiccato,
sua madre ha trovato il cadavere appeso, le è venuto un infarto ed è morta
stecchita sul pavimento della cucina.
Non sembra anche a voi un ottimo soggetto
per un film italiano?
Potrebbero chiamarlo “La finestra del buio solitario”, o
“Amore piangente d’autunno”, fare interpretare il gay a Vaporidis, metterci una
colonna sonora con pezzi di Mengoni, riesumare il corpo di Pasolini e pisciargli
addosso e dargli fuoco per fare pubblicità.
Ma torniamo alla vostra presenza su Internet. La
vostra mefitica, viscida presenza che infetta come un virus ogni scampolo di
purezza virtuale.
Voi vi divertite a riprendervi mentre giocate a
Slender infarcendo ogni secondo di video con commenti infantili e facce buffe
che tentano penosamente di imitare quelle di Youtubers anglofoni, voi
commentate polemicamente articoli giornalistici riportando con aria di
superiorità stralci di informazioni trovati su Wikipedia scritti da un
sedicenne di Bari che nella vita gioca a PES e compra erba da fumare guardando
Big Bang Theory sub ita, insultate i fascisti e i comunisti e i cattolici e gli arabi e i vegetariani
cattivi che strisciano di notte nella vostra cameretta per farvi prendere gli
spaventi, voi inneggiate a Grillo e alla libera informazione e all’importanza
dell’apertura mentale e poi passate ore a guardare le unghie dei piedi di
Beyoncé su Repubblica e a scaricare la mod per scopare le negre in San Andreas
mentre Mark Twain e Ray Bradbury vi guardano impassibili dalle vostre polverose
librerie.
Mi fate schifo.
Mi fate schifo perché fate quello
che faccio io, mi fate schifo perché sguazzate in queste puttanate giorno dopo
giorno e poi venite qua a leggere le cazzate che scrivo contribuendo ad
alimentare questo circolo vizioso di merda digitale, mi fate schifo perché
siete come me.
Perché a noi piace ingrandire la tetta della
velina troia che si scopa il calciatore, ci piace vedere lo spezzone della puntata
di Pomeriggio Cinque in cui la Ferilli si è dimenticata il reggiseno, ci piace
sfottere il pirla che si filma mentre balla l’Harlem Shake, ci piace dire la
nostra su qualsiasi argomento di cui sappiamo tutto ma non conosciamo niente.
Internet è il nostro parco giochi del cazzo e
quanto è vero Iddio ci porteremo i cani a cagare, mangeremo le nostre patatine
alla paprika e getteremo le cartacce a terra sbattendocene i coglioni dei
cestini appesi agli alberi, parleremo a voce alta gesticolando e bestemmiando
infischiandocene di svegliare il tizio che dorme tranquillo steso su una
coperta, calpesteremo le cazzo di aiuole e pisceremo nei cespugli,
importuneremo le ragazze, offenderemo la sensibilità degli anziani seduti sulle
panchine parlando di argomenti sconci e guardandoli con aria arrogante,
fumeremo sigarette e lasceremo montagne di mozziconi ovunque, raderemo al suolo
le giostre, faremo a pezzi il castello con lo scivolo e daremo fuoco ai resti e
danzeremo attorno alla pira cantando e pestando i piedi.
10.4.13
20.3.13
Post su Ciclofrenia
Trovate il mio ultimo post, "Lettera a una mamma", sul blog Ciclofrenia.
Un grazie a Mr.Tambourine, che ci aveva già regalato questo pezzo qualche tempo fa.
E no, il post non parla di tette e figa. Anche se non potrei giurarlo.
Un grazie a Mr.Tambourine, che ci aveva già regalato questo pezzo qualche tempo fa.
E no, il post non parla di tette e figa. Anche se non potrei giurarlo.
4.3.13
Scopata
LUI:
Chiedo se posso avere una sigaretta. Lei me la dà. La prendo, ringrazio, la accendo, aspiro, le guardo le tette, sorrido. Lei sbuffa fumo e mi sorride di rimando.
Faccio una battuta stupida, lei ride come se le avessi raccontato le ultime dieci migliori barzellette sugli ebrei e Hitler degli ultimi dieci anni. Io sorrido compiaciuto come se fossi consapevole di avere detto qualcosa di estremamente buffo e acuto e la risata di questa tizia pompa il mio ego abbastanza da crederci davvero.
Lei ora si è messa a parlare di qualcosa che ha a che fare con una sua amica e la relazione di amicizia/odio che le lega, perciò la mia mente entra da sola in uno stato di pilota automatico semicosciente: annuisco, mormoro parole di assenso, me ne sbatto automaticamente i coglioni di tutte le noiose cazzate che mi sta raccontando mentre con gli occhi le ispeziono con discrezione occhi labbra tette e fianchi. Lei sembra finire il suo discorso del quale non saprei riassumere nemmeno la metà, allora torno sul pianeta terra e arrivo a chiederle se vuole da bere.
Lei ovviamente accetta con un sorriso raggiante e ammirato come se fossi l’ultimo cavaliere della tavola rotonda rimasto in vita, fingendo di non sapere che ogni stronzo qui dentro le offrirebbe ettolitri di Campari pur di farsi spompinare da lei.
La invito gentilmente a precedermi al bancone, il che mi fa sembrare un vero signore e mi dà l’occasione di controllarle meglio il culo.
Arriviamo al bacone, e qui segue una buona mezz’ora di noiosi scambi culturali a base di informazioni sui suoi angoscianti gusti musicali e Gin Tonic.
Dopo averla rassicurata che adoro ogni merdoso CD che ha nel cruscotto della macchina e aver scoperto che abbiamo due, forse tre amici in comune (che coincidenza!) le parlo un po’ di me, ovviamente facendomi sembrare l’ultimo vero uomo romantico e ribelle rimasto sul pianeta ma senza sembrare che io voglia vantarmi. Lei mi guarda estasiata e si strofina contro di me a intervalli sempre più regolari.
Si fa pagare altri due Gin Tonic prima di mettere da parte le sue istintive barriere morali da femmina che non vuole sembrare troia ma che indossa tacchi rossi di venti centimetri e reggiseni che non possiedono il dono della discrezione e infine accetta di seguirmi fino alla macchina.
Mentre ci avviamo lei si fa più imbarazzata, evidentemente si sta rendendo conto che sono bastati una manciata di drink e qualche spacconata da galletto per ritrovarsi in un parcheggio pronta a darla a un semisconosciuto sul sedile posteriore di un’auto, così che la sua finta immagine di donna dai saldi valori morali ne risulta un po’ ammaccata. Ma pazienza, tutto ciò non sembra fermarla.
Io nel frattempo mi sento nello stomaco un misto di eccitazione e paura: me la sto per scopare? O mi farà solo un pompino? Avrà un alito di merda? Magari alla fine non ci sta. Magari non mi viene duro. Magari mi viene duro e vengo subito. Magari le puzza la figa. Magari ha le tette più grandi di come sembrano e ci scappa una spagnola con sborrata finale in faccia. Non si punta mai troppo in alto.
Arriviamo alla macchina, io apro la portiera, lei sorride imbarazzata con la faccia di un coniglio preso in trappola che vede arrivare i cani. Io le sorrido con fare amabile mettendomi sul volto la migliore espressione da raffinato playboy e tenero seduttore del mio repertorio, ma la sua smorfia preoccupata mi fa capire che le sembro di più Rocco Siffredi che sbatte l’uccello sul naso di una crucca rifatta urlandole insulti.
Saliamo in macchina. Iniziamo a baciarci dopo qualche momento di imbarazzo, io aspetto fino al limite delle capacità umane conosciute prima di iniziare a palparle le tette strizzandole come fossero pongo. Finalmente lei ritrova quello slancio vitale che le avevo letto negli occhi durante il terzo Gin Tonic e con pochi e precisi movimenti si sfila maglietta e reggiseno e mi infila una mano nei pantaloni. Da questo capisco che la tizia ha una certa esperienza nel campo, e mi rilasso, togliendomi di dosso quella brutta sensazione da maniaco stupratore che mi aveva accompagnato finora.
Con fare noncurante cerco di tirarmi giù la lampo e abbassarmi i boxer così da toglierla da un grave impiccio e lo faccio con così tanta foga che per poco non mi strappo i jeans di dosso con un colpo solo. Siamo finalmente pronti per cominciare, vale a dire che lei ha le tette al vento e la sua mano è attorno al mio cazzo; il che, stando a quanto dice la Prima Legge Non Scritta Del Maschio, mi fa automaticamente capire che la serata non è stata buttata via.
Dopo diversi minuti in cui le ho succhiato le tette con un tale entusiasmo da farmi sembrare un neonato che non poppa al seno da trentadue ore lei finalmente si decide a staccare la mano dalle mie palle e a togliersi pantaloni e mutandine. A quel punto intuisco che anche la Seconda Legge Non Scritta Del Maschio sta per compiersi, e inizio a infilarle dentro tutto il repertorio di dita che ho nelle posizioni più innovative che mi vengono in mente. Lei geme e mi mordicchia un po’ ovunque, mentre la sua mano mi pompa l’uccello su e giù a una velocità che non avrei osato sperare nei miei sogni più ottimistici.
Finalmente, dopo un intenso sguardo languido e adorante in cui le nostre emozioni più travolgenti si rispecchiano nei nostri occhi annebbiati, lei mi monta in cima e iniziamo a scopare. Mi lascio prendere dalla foga e inizio a spingere troppo forte fino a che lei non ride e mi chiede gentilmente di smetterla di farle sbattere la testa contro il tettuccio dell’auto. Io maledico i progettisti della Punto e rallento il ritmo.
Lei dimena i fianchi come se stesse roteando un hula-hoop immaginario e ora il mio uccello non va più solo su e giù, ma viene strizzato a destra e a sinistra in una turbine che definire delizioso è poco, e che mi fa pensare al leggiadro volto degli angeli del paradiso e al luminoso sorriso della madonna e alle tette di questa tizia che danzano su e giù a un centimetro dai miei occhi. Gliele afferro come fossero due mele mature da cogliere al più presto e mi ci infilo in mezzo con la testa. Lei ha gli occhi chiusi e latra come una cagna, ormai se ne frega di apparire dolce e sensuale ai miei occhi e dal suo viso capisco che è persa nel suo mondo fatto di orgasmi femminili repressi e fantasie di Johnny Depp che le accarezza dolcemente i capelli mentre le infila un dito nel culo e le sussurra che staranno insieme per sempre.
Un pensiero mi attraversa la mente come un lampo di folgorante luce bianca, e il pensiero è CULO.
Smetto di giocare con le sue tette e le afferro il sedere con così tanto trasporto e passione che tra un po’ si potrebbe parlare di percosse. Domani avrà dei lividi, ma in questo momento dubito che gliene sbatta qualcosa, dato che mi sta togliendo la maglietta mentre grugnisce.
Altri dieci minuti e le vengo dentro, dimenticandomi all’istante della tacita regola in cui mi impegnavo a non farle sbattere la testa contro il tettuccio. Mi sembra di avere una riserva infinita di sperma, non riesco più a smettere di spruzzare, ormai là sotto è una jungla di umori vaginali e sperma e sudore. Quando finisco rimango un attimo paralizzato e felice, dopodiché abbandono con noncuranza il viso tra le sue tette sorridendo soddisfatto. Che scopata. Lei fa ancora una dozzina di salti sperando nell’impossibile, poi capisce che la partita è finita e abbandona il campo.
Ci ritroviamo seduti vicini ad accarezzarci e a pensare segretamente che la macchina è un posto di merda per trombare, poi ci rivestiamo, ci fumiamo una sigaretta, ci scambiamo i numeri di telefono, ci salutiamo e salgo in macchina. Stanotte non avrò bisogno di farmi una sega, un ottimo risultato per un venerdì sera.
LEI:
Stasera ho voglia di scopare, questo stronzo andrà bene.
26.2.13
Elezioni politiche febbraio 2013
Quelli "delusi" dagli italiani che hanno votato Berlusconi mi rendono nervoso. Mi ricordano i tifosi che si lamentano perché la loro squadra di calcio ha speso un patrimonio per comprare un giocatore del cazzo, poi vanno allo stadio e pagano duecento euro per il posto migliore e la maglia originale.
Loro sono delusi e non riescono a capacitarsi di come sia possibile essere così ingenui e creduloni. "Non è possibile! Si può essere più stupidi?".
Certo che si può essere più stupidi, per esempio si può pensare che un tizio al potere da un ventennio possa cadere nell'oblio nel giro di un anno per un paio di troie e qualche intercettazione.
Quest'uomo si è arricchito in modi illegal probabilmente illegali, ha avuto rapporti con la mafia della gente che forse era mafiosa, controlla mezza l'Italia, e voi coglioni su Facebook non fate altro che lagnarvi.
"Ma la gente non si ricorda delle mignotteee???".
Vaffanculo voi e le mignotte. Ben vengano le mignotte. Se io fossi un ricco e famoso politico passerei tutto il tempo in cui non devo stare chiuso in un palazzo romano a scopare ventenni affascinate dalla mia aura di invincibilità e denaro.
"ORA L'UNICA SPERANZA E' EMIGRARE!!!", scrisse il giovane laureando addentando il toast che gli aveva preparato la mamma, dopodiché tornò a controllare i suoi dati sui tempi di viaggio di Travian.
Un'altra cosa che mi innervosisce sono quelli che votano il PD. A che scopo? Voglio dire, io capisco e riconosco il principio per cui partecipare è bello, ma non per questo affronto ogni sfida pensando che vincere faccia cagare.
La sinistra è composta da perdenti seriali. Gente che quando perde è normale, e che quando vince passa il suo tempo a preparare le prossime sconfitte.
Bersani dev'essere uno di quelli che quando ci giochi a poker fanno tanto i minacciosi e poi non sanno trattenersi dall'andare in all-in con un cazzo in mano.
La base di elettori del PD è composta da due fazioni: quelli che non vogliono votare Berlusconi perché va a troie, e quelli che alle elementari venivano scelti per ultimi per giocare a palla avvelenata, entravano in campo, venivano colpiti dopo pochi secondi, e quando uscivano la maestra dal cuore buono diceva loro che erano stati bravi lo stesso.
"Bravi lo stesso", ecco un ottimo slogano per la sinistra. Gente che alla partita dopo un autogol finge di disperarsi ma sotto sotto si eccita sessualmente.
Facciamo un esempio, prendiamo Vendola. Al di là delle preferenze politiche, mi sento di affermare che alcune sue idee non siano proprio da buttare, e molti elettori lo capiscono.
Ora, in un paese di gente interessata a un serio sviluppo, questo dovrebbe bastare a farne un vincente. E cosa fa lui? Gira con l'orecchino e ammette la propria omosessualità.
In Italia, capite? Un paese di menti illuminate che già all'orecchino si sentono a disagio e dicono "ehi ehi ehi, calmiamoci un attimo", figurati poi se ti piace il cazzo.
Vendola è un suicida, è come vedere un campione di paintball che decide di andare in guerra perché sa di essere bravo a sparare, poi si becca un proiettile vero nel culo e fa la figura dello stronzo.
E Grillo. Come ho già detto, Grillo è un moderno Mussolini. Ma è anche un moderno Berlusconi, un moderno Hitler, un moderno Bossi. Persone desiderose di cambiare il mondo attorno a loro che, durante la loro vita, trovandosi di fronte a un paese instabile socialmente e politicamente, si misero da soli in angolo a urlare che tutto il resto era debole e corrotto.
E l'uomo comune, che tutto vuole tranne che essere associato a qualcosa di debole e corrotto, si schiera dalla loro parte e si sente superiore, speciale, l'outsider fortunato che può fare la differenza.
Come quel poveraccio di Rocky contro lo sbruffone di Apollo Creed e l'opinione pubblica avversa. Come quel ribelle di Maverick in Top Gun che non si adatta alle rigide regole dell'aviazione statunitense, come lo schiavo Massimo Decimo Meridio a cui non piace il governo decadente dell'imperatore, come William Wallace che non è d'accordo con il re e si tromba Sophie Marceau.
E sappiamo tutti che ora sono degli ottimi politici.
7.2.13
Non fare sesso
C’è gente strana al mondo. C’è gente che crede che gli alieni vivano al Polo Sud, c’è gente che ascolta Tiziano Ferro, c’è gente che considera il sesso prima del matrimonio come uno sbaglio e vede la castità come un valore che migliora la vita dell’uomo.
Sì, avete capito bene: Tiziano Ferro. Ma torniamo alla storia della castità.
Sul sito Unacasasullaroccia.wordpress.com si può trovare un articolo di qualche giorno fa che parla della castità prematrimoniale. Non ho potuto fare a meno di leggerlo, è stato come quando cerco di trattenermi dal guardare gli incidenti stradali.
"La posizione della Chiesa cattolica, come sempre lungimirante, chiede ai fidanzati di vivere la castità nella continenza...
Ma quali sono le ragioni per cui la Chiesa chiede la castità pre-matrimoniale? Lo spiegano in modo bellissimo e convincente i due fidanzati Jason & Crystalina Evert durante una delle loro tante conferenze nei licei americani. La castità, come spiegata da loro, diventa avvincente, sensata e alla portata da tutti perché basata su ragioni laiche, e non soltanto religiose…"
Alla fine c’è l’invito a guardare il video della conferenza di questi due poveracci. Il video dura un’ora, e se volete farvi quattro risate (o piangere per le sorti dell’umanità) potete cercarvelo da soli. Ma tranquilli, per la vostra immensa gioia ne ho fatto un breve riassunto in 8 minuti.
Buona visione.
Sì, avete capito bene: Tiziano Ferro. Ma torniamo alla storia della castità.
Sul sito Unacasasullaroccia.wordpress.com si può trovare un articolo di qualche giorno fa che parla della castità prematrimoniale. Non ho potuto fare a meno di leggerlo, è stato come quando cerco di trattenermi dal guardare gli incidenti stradali.
"La posizione della Chiesa cattolica, come sempre lungimirante, chiede ai fidanzati di vivere la castità nella continenza...
Ma quali sono le ragioni per cui la Chiesa chiede la castità pre-matrimoniale? Lo spiegano in modo bellissimo e convincente i due fidanzati Jason & Crystalina Evert durante una delle loro tante conferenze nei licei americani. La castità, come spiegata da loro, diventa avvincente, sensata e alla portata da tutti perché basata su ragioni laiche, e non soltanto religiose…"
Alla fine c’è l’invito a guardare il video della conferenza di questi due poveracci. Il video dura un’ora, e se volete farvi quattro risate (o piangere per le sorti dell’umanità) potete cercarvelo da soli. Ma tranquilli, per la vostra immensa gioia ne ho fatto un breve riassunto in 8 minuti.
Buona visione.
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