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24 febbraio, 2011

Vita

E’ carina. Quasi quasi ci provo. Lei sembra accorgersi di me e del fatto che sto facendo lo scemo per farmi notare. Mi presta attenzione. Ride quando parlo, ride alle mie battutine, ride quando faccio il duro per farle capire che io sono diverso dagli altri sfigati, io sono un cavallo vincente su cui puntare, io sono una scelta di qualità.

Mi lascia il numero. La chiamo, le mando messaggini, lei ricambia.
Le scrivo che le voglio bene, lei anche. Poi di sera mi scrive che mi vorrebbe sotto le coperte con lei, io faccio il finto imbarazzato, ma sotto sotto penso che sono un gran pieno di culo. Ci scriviamo che siamo diventati importanti l’uno per l’altro e che non vogliamo perderci. Ci prendiamo in giro come ragazzini e ci mandiamo i baci via sms.
Continuiamo così per un mese. Ci troviamo anche, al bar, in piazza, in discoteca. Le sua amiche le hanno dato il via libera con me, sostengono che sono carino, i miei amici hanno detto che è una bella figa, scopabile, e allora dai, proviamo, ci baciamo, ci tocchiamo, ci guardiamo negli occhi: oh ma quanto sei fantastica, che bello tutto ciò, la vita è meravigliosa.
Dopo due mesi ci mettiamo insieme, ora la cosa è ufficiale, camminiamo mano nella mano, cominciano i primi scambi di saluti veloci con i genitori di lei, poi una volta lei viene a casa mia e si mette parlare con mia madre di come preparare il tiramisù e di che progetti ha finita la scuola, risate e sorrisi e poi via, andiamo a fare un giro per vetrine e ad abbracciarci sotto i portoni mentre la gente ci passa a fianco e tutti ci guardano invidiosi.

Andiamo a letto insieme, lei non è esperta quanto me (e io non sono chissà che fenomeno) ma va tutto bene, oh che bello, sentirla e toccarla e stare dentro di lei, momento meraviglioso e magico, lei mi guarda fisso e io le dico che la amo e lei mi dice che mi ama e io mi sento un dio. Momento di imbarazzo quando propongo di fumare una sigaretta appena finito, come nei film, ha ha, ma lei non ride e non la prende bene, allora la consolo e ci abbracciamo e ci baciamo, tutto a posto.

E’ passato un anno e siamo ancora assieme e i suoi genitori mi conoscono e i miei conoscono lei, e suo padre mi sorride ma ha un tono da stronzo ma io non ci faccio caso perché amo la mia ragazza, e mia madre sorride alla mia ragazza ma quando lei non c’è continua a chiedermi che tipo di persone sono i suoi genitori e da quanto tempo stiamo assieme. Io rido e le rispondo gentilmente ma sono nervoso ogni volta che mi chiede certe cose, ma faccio finta di niente perché amo la mia ragazza.

Usciamo un po’ meno, stiamo più tempo a casa a guardare film in DVD, non andiamo più molto spesso in discoteca, ma stiamo bene come all’inizio, e ormai dipendiamo l’uno dall’altra, i miei amici li vedo il venerdì sera al bar ogni tanto e mi chiedono come va con lei e io sorrido sempre.
Un giorno per strada un tizio la saluta e lei ricambia, scopro che era un suo ex, faccio il finto arrabbiato ma sono arrabbiato sul serio, piccola baruffa ma risolviamo subito e ci baciamo e ci prendiamo per mano. Le dico che la amo. Lei ricambia.

Andiamo in vacanza assieme e passiamo una bellissima settimana, sole e mare e sesso ogni giorno, lei è bellissima tutta abbronzata e io sono felice e fumo un po’ meno, l’ultimo giorno piove e lei si lamenta un po’ troppo, piccola baruffa ma poi si fa pace e bacino.
Passano dei mesi e io sono in discoteca con i miei amici dopo tanto tempo che non ci andavo più, bevo e mi diverto come non mi ricordavo si potesse fare, però lei mi manca un po’, vado a ballare in pista e mi rendo conto che sto sfiorando il culo a una tipa vestita di bianco che si dimena, fingo di non farlo apposta ma sono sempre più vicino a lei e allora penso alla mia ragazza e mi dico che non dovrei farlo, ma lei non è qua, non è qua, non è qua. Non mi vede. Metto le mani sui fianchi alla ragazza vestita di bianco e ballo con lei. Dopo un po’ me ne vado, spaventato. La ragazza vestita di bianco mi guarda allontanarmi con uno sguardo perplesso.

Mesi dopo siamo sul divano a guardare un film e lei si arrabbia con me perché ho finito i pop-corn e litighiamo. Lei si mette a piangere e io mi metto a ricordarle di quella volta che ha salutato il suo ex per strada. Lei urla. Poi andiamo in camera a fare l’amore, ed è dolce e bello, ma dura troppo, e io sono un po’ stanco. Quando abbiamo finito ci diciamo che ci amiamo e ci chiediamo scusa a vicenda. Io vado a fumare una sigaretta.

Due anni dopo siamo sul divano a guardare un DVD. Litighiamo perché il film non è bello.

Cinque anni dopo scopro che lei si è vista con un altro tizio per qualche mese. Non sono mai andati a letto assieme. Lei me lo giura e piange, e mi chiede scusa. Io non la sento per una settimana, poi vado a casa sua le dico che la amo e facciamo l’amore. L’uccello fa fatica a venirmi su ma dopo un po’ comincio a pensare alla ragazza vestita di bianco in discoteca e allora funziona. So che non è giusto e che se lo sapesse ci starebbe male, ma non è la prima volta che penso ad un'altra quando lo facciamo. E sono sicuro che lo fa anche lei. Finiamo di fare l’amore e io scherzo. Lei ride e mi chiede ancora scusa, dice che non ha mai fatto nulla con l’altro tipo. Io sorrido e le dico che non importa ma mi da fastidio che lo abbia tirato in ballo un’altra volta. Forse perché ci è andata a letto e ora che abbiamo fatto sesso si sente in colpa a ripensarci? Comincio a rifletterci su e divento nervoso, e lei mi chiede cos’ho, e allora io vado a fumare.

Otto anni dopo ci sposiamo. Luna di miele stupenda, sesso a volontà, baci e carezze, ci amiamo.

Nove anni dopo nell’ufficio vicino al mio arriva una collega davvero carina. È giovane. Si veste bene, ride spesso. Mi guarda. Mi sento più giovane anch’io. faccio il simpatico con lei. Tanto non è niente di che, mi dico.

Dieci anni dopo la collega non c’è più. E io non ci sono mai andato a letto perché amo mia moglie, ogni tanto però mi scopro a ripensarci e a desiderare di averla scopata sulla scrivania. Ma sono solo sogni, niente di che, mi dico.

Undici anni dopo non faccio più l’amore con mia moglie, ci parliamo poco. Io fumo molto. Lei trova lavoro in un bar, sta dietro al bancone e sorride ai clienti, e una volta passo di là e parcheggio la macchina, voglio entrare dentro e prendere un caffè. Rimango seduto a pensarci per dieci minuti, poi accendo la macchina e vado a casa e accendo la televisione e mi sento strano.

Dodici anni dopo ricominciamo a parlarci e decidiamo che il problema era semplicemente il desiderio di avere un figlio. Facciamo sesso tre volte la settimana e io penso alla mia collega d’ufficio e alla ragazza vestita di bianco. Lo facciamo e alla fine ci riusciamo. Il bambino è bellissimo e io amo mia moglie e amo il bambino.

Tredici anni dopo li amo più che mai, il mio bambino ha un anno e mia moglie ride spesso e parliamo spesso del futuro e io non fumo più quando sono a casa perché potrebbe fare male a mio figlio e sto bene. Un giorno incrocio la mia ex collega d’ufficio per strada e ci fermiamo a parlare e a ridere. Lei sta con uno, ora. Io le dico che dev’essere un tipo fortunato e rido con lei e penso che è meglio se vado a casa dove c’è mia moglie che mi aspetta e il bambino che è bellissimo.

Trentadue anni dopo mio figlio ha vent’anni e il sabato sera fa tardi. So che fuma, anche se non voglio. Lavora in fabbrica, e il tempo libero lo passa al bar. Non ha mai presentato una delle sue ragazze a casa. Io mi preoccupo per lui, ne parlo a mia moglie. Lei annuisce ma è distratta.

Trentatre anni dopo parcheggio la macchina vicino al bar dove lavora mia moglie e aspetto che esca. Dopo un’ora se ne va con un uomo che non conosco. Vado a casa e accendo la televisione. Lei torna a casa due ore dopo e mi dice che è andata a fare la spesa. Io rido e mi sento strano. Mio figlio non è in casa. Sta al bar, e non torna per cena. La sera a letto non riesco a prendere sonno e alle tre di notte mi alzo e vado in terrazzo a fumare. L’aria fresca della notte mi tranquillizza e mi sento quasi bene. Penso che devo parlarne a mia moglie, dirle che ho scoperto tutto. Il giorno dopo faccio colazione e vado al lavoro senza dire una parola.

Quaranta anni dopo mio figlio vive da solo ormai. Non viene mai a trovarci. E’sposato da tempo con una donna che avrò visto cinque volte in vita mia.

Io parlo poco con mia moglie, lei è sempre affaccendata. Mi prende in giro spesso. Litighiamo spesso. Lei esce spesso di casa e va a fare le sue faccende. Al sabato sera mi dice che va fuori con una sua amica di vecchia data. Una volta ho telefonato a casa della sua amica e quando la sua amica ha detto "pronto" io sono rimasto in silenzio e lei ha detto "pronto" un’altra volta e io sono rimasto ancora in silenzio e lei ha messo giù. Io ho lanciato il telefono contro il muro e si è rotto e poi ho detto in giro che mi era caduto per sbaglio.

Io sono a casa da solo molte volte e fumo molto, e spesso ho una tosse molto fastidiosa che mi brucia la gola.

Quarantadue anni dopo io sono a casa da solo molte volte e piango guardando i vecchi film in televisione.





34 commenti:

  1. Ah, di questo mi ricordo. Mi piaceva tanto.

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    1. Ogni tanto lo rileggo e ogni volta lo trovo bello e devo mettere su un po' di musica.

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  2. Fanculo, Sciuscia!

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  3. Ti devo dire la verità.

    Io ti ho scoperto solo con Surplus Killing, non ti conoscevo prima, sono andato a leggere qualcosa del vecchio blog e non mi ha entusiasmato, probabilmente perché non ho saputo orientarmi nell'orgia di post e ho letto gran parte di quelli che tu stesso hai sostenuto non ti soddisfacessero più in quanto scrittore.

    Per questo non capivo come mai molte persone ti indicassero come un bravissimo scrittore. I tuoi scritti mi piacevano, sicuramente di più della stragrande maggioranza di quelli partoriti dai milioni di blogger italiani, ma non ci vedevo molto di assolutamente sopra le righe come QdG, Smeriglia, Prepuzio o (qualcosa di) Chinaski. Mi piacevi di più nelle recensioni. Questione di gusti, credo. Forse perché anche io sono un cinefilo assetato bastardo.

    Ma leggendo questo post ho capito: che tu parli di cinema o della vita, dell'amore, della decadenza, hai una capacità di cogliere i particolari, l'essenziale, i punti salienti, assolutamente invidiabile. Te la invidio a morte io, che sono un logorroico infame e mi perdo nelle masturbazioni lessicali. Sai andare maledettamente dritto al punto, in qualsiasi cosa scrivi, e in come la scrivi: che faccia ridere, che faccia piangere o che faccia male.

    Ergo, complimenti.
    C.

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  4. Perchè copi i vecchi post?

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  5. Mr Tambourine si è innamorato... che tenero.

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  6. Faina non sei più quello di una volta.

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  7. Pare scritto da mia nipote.

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  8. Emix ha ragione...ma solo perchè prima non avevi un blog più vecchio dal quale ricopiare i tuoi post

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  9. Bel racconto, ma mi aspettavo una fine diversa... vabbè, non si può avere tutto dalla vita ;)

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  10. Non l'avevo mai letto quindi post nuovo.
    Bel post, davvero.

    Odio fare i complimenti agli altri quindi vaffanculo.

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  11. questo era proprio bello hai fatto bene a rispolverarlo.

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  12. G. Drogo ha detto...
    Perchè copi i vecchi post?


    Giusto. Ricorda che mi serve ispirazione, quindi avanti con un post nuovo.

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  13. Sciuccia ma trolla meglio cazzo! Non te l'ha insegnato nessuno a trollare? http://www.flamewarriors.com/index.htm e vedi se ne ricavi qualcosa di buono :D

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  14. Con un omicidio/suicidio finale avrei giurato fosse una sceneggiatura di clint eastwood.

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  15. Morale: non mettetevi con la prima troia che vi fa gli occhi dolci, altrimenti è finita.

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  16. Meglio la seconda troia che fa gli occhi dolci...

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  17. Tutto questo per dire che le donne sanno divertirsi?

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  18. @ straf: Potrebbe tranquillamente capitare il contrario.

    Forse il migliore.

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  19. Mister tambourine ha scritto:
    Sai andare maledettamente dritto al punto.

    Ora, a me il post non è piaciuto molto ma non voglio star qua a sfasciare le palle a nessuno. Ognuno ha i suoi gusti.. ci sarà qualcuno che avrà molto apprezzato il post ed altri a cui avrà fatto schifo però, per dio bastardo, pensavo almeno fossimo tutti d'accordo sul fatto che questo post è maledettamente lungo.
    Se tu mi dici che uno che fa un post lungo un metro e venti sa andare dritto al punto io non so più che pensare.
    Poi eh, ti stimo comunque. Magari ora un pò di meno. XD

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  20. Bella prosa, Faina. Bravo. Ma per contenuti è troppo insincero. L'età non c'entra, tuttavia scrivi come un teenager benestante che fa la parte del cinquantenne giunto al capolinea. Un po' Bukowski, un po' Hornby con le sue diatribe con le donne, e un pizzico di Fabio Volo (involontario, of course). La solita solfa (scritta benissimo) su quanto la vita ingenuo-romantica-idealista, per quanto bella a sprazzi, sia sempre un cetriolo nel culo. Sto parlando solo dei contenuti, che sembrano denotare il contrario di ciò che ti viene attribuito: arrivare al punto. Di vent'anni fa, sicuramente. Ma sull'odierno ti sbagli, nessun ventenne si riconoscerebbe in ciò che scrivi (lo so: scrivi per te stesso e non ti interessa). Già nell'82 Gaber cantava, nel Dilemma: "a questa scelta non si seppero adattare, non so se dire a questa nostra scelta o a questa nostra nuova sorte". Di ragazzi che intraprendano un percorso come quello sopra descritto ce ne sono sempre meno, la vacuità totale e compiaciuta ha soppiantato l'imbarazzo romantico nel toccare il culo bianco vestito. Stima per la prosa. Ripeto. Ma sii più onesto. Parla dell'odierno, 'ste cose sanno di vecchio e di certe cose, se non le si è vissute, non si dovrebbe parlare. Certo, si possono sempre leggere in qualche autore geniale e rivestirle per dare la caramellina ai fanboys. Ma oggettivamente quando scrivi di vita vissuta sei un bluff. Spero di non averti offeso. Ciao.

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  21. Credo di essere stato frainteso.
    Per me "andare dritto al punto" non è necessariamente in contraddizione con "scrivere un post lungo".

    Cerco di spiegare quello che intendevo con una metafora squallida. Prendiamo una collana: la storia che Faina racconta è una collana. È fatta di tante piccole sfere una dopo l'altra.
    Quello che fa Faina è fare un salto su ogni pallina, esattamente un singolo salto, ci resta un millesimo di secondo e poi passa alla successiva, ma senza mancarne una sola e soprattutto senza spendere troppo tempo su una pallina che non vale la pena.
    Molte persone girano solo intorno alle palline, oppure ne enfatizzano eccessivamente alcune, tralasciandone altre.

    E queste considerazioni esulano nella maniera più assoluta dai contenuti e dallo stile di scrittura, che come ho detto non mi entusiasma, ma questa è questione di gusti.

    Diventerei un cane idrofobo se cercassi la soddisfazione contenutistica da persone che sono altro da me.

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  22. "Un film è la vita senza tempi morti"
    [A. Hitchcock]



    "E tu ne sai qualcosa, di tempi morti"
    [un qualche personaggio in un qualche film di quel cantante che è meglio come regista che come cantante]

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  23. Cacchio che schifo. E dire che questa storia è il leit motiv di un sacco di gente. Io per esempio una volta odiavo le persone che usavano parole come leit motiv. Ma si cambia. Quasi mai in meglio.

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  24. a me usta il cazzo contattami a

    miustalacella@hotmail.it

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  25. Allegro, It made my day... il vechio Briean Easton Ellis avrebbe qualcosa da dire, ma bello. brava

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  26. cacchio.
    capito qui per la prima volta e ho un po' di amaro in bocca.
    però questo post mi ha anche reso felice di aver lasciato oramai da molti anni il mio primo ragazzo.
    e poi stavo mangiando un biscotto quando sono arrivata alla foto finale.
    e sticazzi.

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  27. Dovrebbero sterilizzarvi. Tutti. Altro che fare figli.

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