Seguimi su Facebook   Seguimi su Twitter   Seguimi su Google Plus   Seguimi su YouTube   Feed  

29 aprile, 2014

01. Inizio di un'avventura



Alle due di una domenica pomeriggio di primavera sono sul divano a sonnecchiare con la tv in sottofondo quando il campanello si mette a ronzare con tale insistenza da farmi pensare che dabbasso sta iniziando un’invasione di zombie.

La sera prima ho bevuto la giusta quantità di alcool che serve per sparire dalla faccia della terra il giorno dopo, ma a quanto pare il mondo non si è dimenticato di me.
Salta fuori che è Ronny.

<<Faina! Faina! Apri, Faina!>>, mi fa con l’eccitazione che si sente nella voce. Io già vedo bestemmie al neon davanti agli occhi.
Gli apro il portone. Dieci secondi dopo entra in casa mia e si getta baldanzoso sul mio divano con l’entusiasmo di un tredicenne davanti al computer con un pacchetto di fazzoletti in mano.

<<Mi hai svegliato>>
<<Bene, perché devi provare questa>> risponde Ronny, e lancia sul tavolino un pacchetto di Marlboro. Lo prendo e ci guardo dentro: mi arriva una zaffata di tale intensità che manco nella gabbia delle scimmie e sento già le sirene della polizia che si dirigono a casa mia.

<<Buona, eh?>> mi fa, col ghigno da Boston George. <<Un rumeno, amico di Luca, direttamente dalla Spagna, l’ha portata ieri sera. Non ho mai passato una notte così lunga. Tira fuori le cartine>>
<<Mi sono appena svegliato…>> obietto io, ma l’odore che viene dal pacchetto è proprio buono, di quelli che non senti spesso, grida GRANDE OCCASIONE a squarciagola, e io ancora rimpiangevo la serata dell’Amnesia di due mesi prima che avevo perso causa influenza.

Passo gli strumenti a Ronny che dopo molto rollare tira fuori una cosa imponente, già alla prima occhiata mi parte un’illuminazione stile Shining e vedo come si svolgerà la mia giornata da lì in avanti: pizza, divano e nebbia che avvolge il tutto fino al giorno dopo.

<<Toh, vai tu>> mi fa Ronny passandomela con una delicatezza che sembra un padre che consegna il figlio neonato nelle braccia di un parente poco affidabile. Io accendo e già al primo tiro mi si accendono le lucine nella testa.
Il Bob Marley che è in me si alza dalla poltrona in cui è sprofondato e mi dà un cinque alto.

<<Bona>> sbuffo io, dalla bocca mi esce un gemito sottile che sembra la scorreggia di una suora. Ronny ride e si frega le mani, ha gli occhi che brillano, il suo entusiasmo è preoccupante, sembra un pervertito sessuale davanti a una modella imbavagliata.

Ce la finiamo in dieci minuti che passano sempre più piano, arrivati agli ultimi tiri il tempo si è cristallizzato e noi abbiamo tossito fuori anche gli ultimi alveoli sani. Con lo sguardo spento di chi ha subito un lutto Ronny la spegne e si passa la lingua sulle labbra senza troppo successo, anche a me sembra di avere in bocca una manciata di sabbia.

<<Prendo da bere>> annuncio con voce incerta, valutando attentamente con quale piede alzarmi, dopodiché mi alzo e cado. Ho le gambe molli come merda liquida, tra le risate sguaiate di Ronny mi tiro su e vado in cucina.
Torno in salotto con due birre fresche in mano e ne lancio una a Ronny, che non solo non la prende al volo e la lascia rotolare allegramente per tutto il pavimento, ma la apre subito dopo facendo esplodere schiuma su tutto il mio divano.
<<..’fanculo>> borbotta tra le risatine, che per lui è paragonabile all’aver chiesto scusa. Io alzo le spalle e bevo.

<<Ieri siamo andati al Bucarest. Sono distrutto>>
<<Chi eravate?>> mi chiede Ronny.
<<Io, Elia e la Minny>>
<<La Minny fa ancora pompini invece di dire buonanotte?>>
<<No, magari>>
<<E allora cosa ve la siete portata dietro a fare?>> esclama Ronny, cavaliere nell’animo.
<<Idea di Elia>>
<<No!>>
<<Eh sì. E’ innamorato, dice>>
<<Si rende conto che quella si è passata tutti quanti noi, tutte le altre compagnie, tutti i cazzi di tutta quanta la provincia? Se finisce che si sposano il matrimonio sembrerà una gangbang>>
<<Al cuor non si comanda>> concludo ruttando.

Ce ne stiamo per un po’ in silenzio, persi nei nostri pensieri. Con la Minny ci eravamo passati sia io che lui, dal canto mio posso dire due cose su quella ragazza: che l’esperienza conta, ma che troppa esperienza stufa in fretta. Quando scopi con una pornostar al secondo giro del parco hai già visto tutte le attrazioni.

<<Andiamo a Rivamare>> propone Ronny. Rivamare è una città balneare a una sessantina di chilometri da dove abito, piena di turisti tedeschi, discoteche ciucciasoldi e marocchini che vendono rose.
<<No. Oggi sto a casa>>
<<Eddai, non fare la merda. Ho voglia di figa in costume. Renditi presentabile e andiamo>>
<<Sono fatto come uno sciamano. Non rompere i coglioni, io non mi muovo da questo divano>>

Dieci minuti dopo siamo nella sua Punto e ci dirigiamo verso l’imbocco dell’autostrada. Il sole scotta, soffia un vento leggero, le strade son deserte e abbiamo la testa piena di sogni. Alzo il volume della radio e canto una canzone di Battisti trovata per caso. Ronny finge di vomitare. Prendiamo l’autostrada, adesso avanti tutta fino a Rivamare.


9 commenti:

  1. Non lasciarmi in sospeso cazzo!

    RispondiElimina
  2. Rivamare, Rivamare, nun me dice niente
    ma proprio in sto catzo de posto dovevate andare, speriamo che vi becchi la stradale, vi ritiri la patente e vi sequestri la macchina

    RispondiElimina
  3. "Quando scopi con una pornostar al secondo giro del parco hai già visto tutte le attrazioni."

    Minchia, ma sei pazzo? Se lo leggono le donne, diranno che fan bene a concedersi un pelo pubico per volta.

    RispondiElimina
  4. Il giorno della beatificazione di due papi abbiamo fatto tutti cose interessanti a quanto pare... Sembra una cosa automatica, appena c'e una festa religiosa o qualcosa del genere!

    RispondiElimina
  5. Mm... Faina non è che dopo i post esistenziali-generazionali tu stia cercando di trovare la tua via nella scrittura catartica?
    Se è così per me va bene, anzi alla grande dato che come inizio non c'è male, basta che se diventi famoso non cominci a cagare minchiate del tipo "scrivo solo per me, la scrittura mi fa bene".
    Che poi se lo fai non è che posso minacciarti in alcun modo credibile, era per dire...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di storie ne ho sempre scritte ma mai pubblicate su questo blog. Vediamo come va per adesso, è un esperimento.

      Elimina
    2. Posta, non fare il tirchio.

      Elimina