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05 gennaio, 2015

Chissà quali sono i buoni propositi per l'anno nuovo di Pino Daniele



Scrivere pezzi satirici è come andare in bicicletta: tutti lo sanno fare, ma solo Pantani vinceva Giri d'Italia e moriva imbottito di droghe. E mi sembra chiaro che con Pantani intendo Qualcosa del Genere.

Attenzione, non sono qui per imitare alla meno peggio altri ben più capaci blogger umoristici, per quello ci sono già Saverio Raimondo e i tizi di Satiriasi. Sono qui perché voglio acquistare abbastanza popolarità nell'internet italiano da venire contattato da Andrea Dipré e potermi finalmente concedere quella serata assieme a lui a base di mignotte e cocaina che tanto desidero.

Di solito per scrivere un pezzo satirico si parte da un fatto di vita vissuta, ad esempio potrei iniziare raccontandovi di come ho trascorso il capodanno ma il mio avvocato mi ha diffidato dal farlo per vari motivi, tra cui il fatto che non farebbe ridere. Inoltre il solo ripensarci mi butta giù di morale: sono già arrivato a quel punto delle festività invernali in cui il mio organismo si è assuefatto all'alcool che ingurgito senza sosta dalla sera della vigilia e ormai non riesco più ad annebbiare la mia mente quel tanto che basta per non pensare che tra qualche giorno tornerò alla solita vita di merda.

Avete presente, no? Quella sensazione di ansia che ti cresce lentamente nel petto e finalmente esplode quando scopri con orrore che siamo il 3 gennaio e la parte migliore te la sei lasciata alle spalle avvolta in una nebbia di birre acide e fumo scadente.

Tranquilli, più avanti c'è una battuta su Pino Daniele che fa davvero ridere.

Questa inquietudine interiore mi ha spinto a trascorrere l'ultimo giorno dell'anno ordinando un fiume ininterrotto di Campari e annunciando a chiunque mi si parasse a tiro che avrei passato la serata cercando di trombare quante più ragazze possibili, con l'unico risultato di ritrovarmi ubriaco sfatto alle undici e venti avvolto in un tappeto persiano rantolando minacce di morte al mio gatto affinché mi restituisse i vestiti.
Scherzo, alle undici e venti ero ancora perfettamente lucido e intento a sniffare cocaina sul tappeto persiano mentre il mio gatto leccava gli ultimi granelli di polvere bianca dal sacchetto di plastica che avevo lasciato incustodito. Avreste dovuto vedere qualche ora più tardi quel magnifico felino strafatto di bamba mentre agitava la coda in pista a ritmo di musica techno e limonava con qualunque troietta arrapata gli capitasse a tiro, mentre io giacevo nudo e arrotolato in un tappeto persiano pensando che il mio avvocato aveva ragione.

Comunque le feste natalizie rimangono un periodo bellissimo. Luci, regali, auguri: un sacco di gioiose frivolezze che servono a mascherare la straziante consapevolezza che agli esami di gennaio non saprò un cazzo. Ma mi consolo pensando di non essere l'unico studente pigro e indolente che ha scelto di ignorare gli obblighi scolastici preferendo dedicarsi all'abuso sistematico di droghe, anche se non capisco come questa propensione diffusa tra gli studenti a ipotecare il proprio futuro per dedicarsi allo sfascio totale possa essere vista come una consolazione. E' un'idea ridicola, se mi trovassi su un aereo in fiamme che sta precipitando non troverei alcun sollievo alla vista degli altri passeggeri che vengono risucchiati attraverso i finestrini e scagliati fuori a morire, a meno che non sia io quello che ha portato la bomba a bordo.

Dall'11 settembre non si può più fare ironia sugli attentati aerei, avete notato? Questo è quello che direi se fossi un comico americano, ma siamo in Italia e comunque non sono un comico. Qui possiamo continuare a fare battute sugli attentati aerei quanto cazzo ci pare e piace, pur sapendo che non fanno molto ridere rispetto a quelle sui gatti cocainomani.

Mi immagino le espressioni indignate degli animalisti all'idea che un animale domestico possa assumere le droghe lasciate incustodite dal proprio padrone. Espressioni indignate che si tramuterebbero in sorrisi divertiti se solo vedessero l'effetto che ha la ketamina su una scimmia vestita da Zorro. Esatto, ecco come ho passato veramente il capodanno: guardando scimmie vestite da Zorro sotto gli effetti di un anestetico dissociativo che agitavano la coda in pista a ritmo di musica techno e limonavano troiette arrapate. Che è sempre meglio di come ha trascorso il capodanno Pino Daniele: a soli cinque giorni dalla morte.

Mi immagino le espressioni indignate dei napoletani all'idea di battute umoristiche sulla morte di Pino Daniele, espressioni che si tramuterebbero in sorrisi divertiti se solo ascoltassero le sue canzoni. Ma non sono qui per fare del facile umorismo sulla morte dell'ennesima celebrità, per quello esiste già Lercio.it e il suo esercito di ragazzini convinti che una notizia surreale sia una cosa originale e divertente. Probabilmente non hanno mai letto le news di politica sul sito di Repubblica. Sono qui per parlare di animali strafatti e di come la droga abbia giovato in maniera francamente incredibile sulla loro capacità di sedurre troiette arrapate. Dico sul serio, quel fottuto gatto aveva una schiera di fregne vogliose pronte a dargliela senza impegni mentre io per rimediare una scopata devo dare della ketamina a una scimmia e vestirla da Alessia Marcuzzi.

Che poi a dire il vero non mi piace neanche tanto come tipa, ma stavo casualmente pensando a Rocco Siffredi che si incula la Minetti all'Isola dei Famosi mentre la Marcuzzi si masturba guardando il loro coito in diretta. Che è praticamente la descrizione del programma che ne dà la guida tv.

Rimane il fatto che a capodanno ho un tantino esagerato con le droghe perché il giorno dopo mi sono ritrovato a vagare nudo lungo la tangenziale urlando ai quattro venti che avevo bisogno di un'altra botta. Una scena che vi sarà familiare se almeno una volta avete fatto visita a vostra madre sul lavoro. Scherzo, non sono qui per fare del facile umorismo sulle vostre madri: sono qui per drogare i vostri animali domestici.

Uno degli effetti collaterali dimostrati che derivano dall'abuso di alcool è la perdita della memoria. Uno degli effetti collaterali non dimostrati è che si impiega più tempo per raggiungere l'orgasmo  favorendo così la durata dei rapporti sessuali. Invito le lettrici del blog desiderose di una sana dose di anonimo divertimento a riflettere su queste due stimolanti annotazioni. Se volete contattarmi, vi basta scrivere un messaggio privato attraverso la mia pagina Facebook. Il mio profilo è quello con l'uccello più grosso.



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